Il mio Lockdown lontana da casa pt.3

Origini campesine e sostenibilità

“The world breaks everyone, and afterward, some are strong at the broken places.”

“Il mondo spezza tutti, e in seguito, alcuni sono forti proprio nei punti spezzati.”

Ernest Hemingway

Rivedo tantissimo Cuba nelle parole di Hemingway, certo il classico clichè quando si parla dell’isola è parlare dell’importante poeta che l’aveva scelta come casa, ma io in queste parole vedo davvero il volto del popolo cubano. Il loro punto di forza è proprio essere spezzati, vivere di sacrifici, avere la schiena rotta per il duro lavoro nei campi, cercare cibo oltre la Libreta, ma soprattutto, superare tutte le avversità prendendo le forze da dentro, affrontando sempre con un sorriso sulle labbra la vita e un “SEGUIMOS ASERE”. (Lo slang cubano è qualcosa di speciale, creerò un post dedicato perchè a me affascina molto, ora vi basta sapere che, ASERE, è una delle parole più usate, ha il valore del nostro “Fratè”, “Amico” o all’inglese il classico “Mate”).

Il sorriso è sempre stato una mia caratteristica, forse ripensandoci l’ho proprio ereditato, non lo posso sapere, ma sono convinta che la potenza di far ridere qualcuno, non ha veramente eguali. Condiviso poi, è qualcosa che ha dell’incredibile, il coinvolgimento di questa curva è più forte di qualsiasi algoritmo!

Lavoratore riposandosi, felice di farmi da modello

L’altro cugino, il “business man”

Carros colorados

IL SECONDO SCOGLIO: LA COMUNICAZIONE

Vi ricordate, nella scorsa puntata abbiamo parlato dei due scogli quando si arriva a Cuba, pensavate che mi ero scordata eh.. invece no, il primo erano i soldi e il secondo punto, non approfondito, era proprio la comunicazione. Sapete una delle cose che mi ha fatto perdere momentaneamente il sorriso qual è stata?? (preciso, anche i cubani lo perdono in questi casi..)

Scoprire le tariffe telefoniche!!

Eh già, fibra supersonica, offerte di gb infiniti + wi-fi in ogni dove, eh no ragazzi a Cuba l’unica compagnia esistente è Etecsa, gestita dallo stato e ovviamente cara più dell’aria che respiri (e anche il Wi-fi si paga..EHEH). La comunicazione è proprio una barzelletta amara, è sputare in faccia agli stipendi mensili cubani che sono al pari di un paio di ricariche, è riuscire a sopravvivere con schedine da 1GB  a 10 dollari (se prendi una SIM cubana) o comprare tessere per poter usufruire del Wi-fi disponibile solo in alcuni parchi o aree riservate (ovviamente è presente in alcuni hotel e case particular, basta chiedere!). Preciso, la maggior parte dei cubani preferisce comunicare che arrivare a fine mese, il mondo di internet è arrivato relativamente da poco, e quindi il BOOM tecnologico e sociale ha fatto impazzire tutti!

Massì, ma cosa mi serviva Internet, certo comunicare con la famiglia in italia…Ma avrei trovato un modo, ero abituata a entrare sui social o Whatsapp per noia, per divertimento, per qualsiasi motivo futile ogni singolo giorno, ma sinceramente già dall’aereo stavo pensando di staccare da tutta questa tecnologia , vivere un’avventura vintage, un’avventura vera, dal sapore autentico. Così le prime due settimane rimasi completamente offline, scattavo foto, osservavo molto e scrivevo il mio diario di bordo su un taccuino.

La mia arma segreta era un’app geniale scaricata precedentemente in Europa, “MAPS OF CUBA OFFLINE”, che consiglio vivamente se volete pianificare un viaggio nell’isola, trovata un giorno di zapping su Google Play, era la mia migliore amica, mi portava dappertutto senza l’ansia di perdermi, siceramente non avevo molti dubbi a riguardo, la mia famiglia mi seguiva come un’ombra dappertutto!

Infatti l’idea del viaggio in solitaria diventava via via un sogno lontano, i cubani possono essere davvero molto protettivi, cosa a cui non ero abituata!! Contentissima, stavo finalmente, mettendo piede fuori dall’Havana, vorrei sottolineare che non è che non mi piaccia la città, ma sentivo di voler vedere e conoscere di più la vita nel campo. Sono cresciuta in un paesino italiano in mezzo ai boschi, e sentivo il richiamo delle mie origini campesine anche oltre oceano!!

MEZZI DI TRASPORTO, CAIBARIEN E GRANCHI

I mezzi di trasporto a Cuba, sono peculiari e secondo me bellissimi, si passa dalle classiche macchine coloratissime viste e riviste ovunque, a bici-taxi, motonetas, coches con caballos, coco taxi, camionetas e chi più ne ha più ne metta (se vi interessa, li descriveremo in un prossimo post).

Ovviamente per viaggiare da una provincia all’altra esistono comodi autobus che raggiungono più destinazioni, e sono prettamente turistici, ma c’è anche la possibilità di viaggiare in autostop per i giovani avventurieri ( si ho fatto anche questo) o cercare una macchina da “compartire” davanti alla terminale degli autobus dell’Havana.

Eh già perché è proprio lì dove si radunano tutti i taxi particular, (non veri e propri taxi, ma auto private di persone che svolgono un servizio taxi abusivo), che con grida e sorrisi, tipo sagra di paese, cercano di caricare più possibile l’auto verso una destinazione, così che il prezzo del tragitto è dividibile e risulta davvero allettante, e loro ci fanno tanti soldini perchè possono ricaricare il prezzo, chiamali scemi! Ultimo dettaglio, ma non meno importante, risulta nettamente più sostenibile “compartir”, invece di prendere un taxi privato e sprecare il doppio della “gasolina”. I taxi particular sono gli Uber cubani per eccellenza e io non potevo più farne a meno per qualsiasi spostamento!

E via….verso Villa Clara , con destinazione finale Caibarien, città natale di abuela e soprattutto dove ad oggi ancora vive la mia BISABUELA (bisnonna di ben 86 anni, mai conosciuta prima).

Io e Melia a fare l’autostop, ma questo ve lo racconterò più avanti..
Havana-Caibarien 331 km

VILLA CLARA PIT-STOP

La minuta
El cangrejo de Caibarien
Welcome to Caibarien!

Abbiamo passato più di un’ora a Villa Clara non vedendo nulla di particolare, stando solo seduti su una panchina, perchè stavamo aspettando il nostro passaggio per Caibarien, ovvero un’altro mio cugino con un suo amico, che sarebbero venuti a prenderci, ma diciamo io non ho trovato tutto quel tempo perso, anzi mi ha dato la possibilità di capire e vedere con i miei occhi le differenze con la vita della città.

L’odore e l’atmosfera erano ben cambiati, qui l’aria era più libera forse più odorante di sterco, ma io l’ho trovata molto CALDA e piacevole, una città produttiva, ma meno caotica e sporca dell’ Havana. La pausa è servita anche per assaporare uno snack del posto, che ho totalmente adorato, penso che sia stato in assoluto uno dei miei street food cubani preferiti!

PAN CON MINUTA!!

Non uno snack da poco, un vero e proprio brunch/merenda calorico.. A lo cubano! Pane con all’interno una minuta intera, un tipo di pesce che si trova soprattutto in queste zone, fritto semplice o anche farcito con jamon y queso (prosciutto e formaggio, quando si trovano..), creando così una MINUTA COSTA NORTE, come viene chiamata.

Per rimanere in tema appetitoso, il piccolo pueblo dove ci stavamo dirigendo è molto conosciuto per i granchi, infatti il simbolo di Caibarien è un granchio gigante posizionato alle porte della città. Superato la maestosa scultura, ho notato come questo bellissimo posto era completamente deserto…

Di certo non mi immaginavo una metropoli, ma l’impatto è stato molto forte, questo paesino era totalemente deserto o quasi; regnava una calma e una quiete assuluta.

Chiedendo e informandomi un pò, ne ho capito la ragione… Caibarien ha una lunga storia di marinai, pescatori e grandi attività commerciali, ma dopo la rivoluzione cubana**, è stata completamente abbandonata, chi ne rimane sono poche famiglie di lavoratori, come dice una canzone di Marichal,

“Caibarien, pueblo pesquero.. tu sigue siendo hermosa todavia”, (“Caibarien, popolo di pescatori, continui a essere bella tutt’ora”)

nella sua desolazione e distruzione ha mantenuto il fascino di un pueblo unico e ricco di persone umili che ancora amano il proprio lavoro a contatto con la NATURA.

BICICLETTATA A CAYO CONUCO

Devo dire che questo piccolo paesino, mi ha sorpreso veramente in tanti aspetti e uno di questi è stato l’enorme utilizzo di biciclette e moto elettriche per spostarsi ovunque! Eh si, che strano penserete, proprio a Cuba, sinceramente nemmeno io me l’aspettavo!

Già all’ Havana avevo visto un piccolo utilizzo dell’elettrico, che precisamente viene importato dal Messico o Panamà, ma trovare così tanta sostenibilità in una provincia così piccola mi ha riempito il cuore di gioia!!! Inoltre le biciclette che ci avevano prestato per raggiungere il Cayo più vicino, non erano bici normali, ma delle vere e proprie Harley Davidson senza motore!!!

Cayo Conuco non è la classica spiaggia con sabbia bianca e acque trasparenti, anzi è molto selvaggia, è piena di mangrovie e piante acquatiche stupende, un vero paradiso per la biodiversità. Dopo ben 6km di biciclettata sotto il sole eravamo finalmente arrivati, le biciclette non bastavano per tutti, così mi ero offerta di portare la fidanzata di mio cugino dietro alla mia, perchè era la più comoda delle tre. Ero stremata, dopo mesi senza fare sport, e si vedevano tutti, quello sforzo mi aveva uccisa, mi ricordo che lasciato la bicicletta sul cavalletto, di fretta e furia ho lanciato i pantaloncini e mi sono tuffata.

Stavo inaugurando il primo bagno della stagione, ero finalmente lì, respiravo a pieni polmoni quella brezza. Il giorno 2 Marzo 2020, posso dire di aver alzato le braccia al cielo, completamente immersa, e di essermi sentita LIBERA in quel mare…. di ALGHE!!!!!!

Cayo Conuco 02/03/20

TO BE CONTINUED….

Chicos spero vi sia piaciuto, qui sotto vi lascio la bellissima canzone di questo rapper cubano, dedicata a Caibarien e un piccolo cenno storico alla rivoluzione cubana.

La canzone è di un rapper cubano che ha dedicato queste parole alla sua città natale, descrivendone la storia
Marichal, “Caibarien”

** Villa Clara è dove si portò a termine la rivoluzione cubana nel 1958, quando il Che, aiutato dalla sua brigata, fece deragliare un treno blindato che trasportava più di 350 soldati armati, liberando la capitale, Santa Clara, dalla dittatura di Batista. Con l’avvento del comunismo e successivamente con la mancanza di aiuti esterni per via dell’embargo americano e l’allontanamento della Russia, l’isola iniziò un inesorabile declino, e molti pueblos come Caibarien iniziarono a svuotarsi e a cadere a pezzi. Quella che un tempo era una base navale e commerciale, oggi è un delizioso , semplice porto ricco di anime buone e gentili che rimarrà per sempre nella mia memoria e vivo nei miei racconti, con la sperenza che possa tornare al tempo del suo massimo fulgore!

“Tanto te quiero pequeno pueblo pesquero..”

Fortunata ad aver conosciuto Mi Bisabuela/ La mia nonna bis

3 pensieri riguardo “Il mio Lockdown lontana da casa pt.3

    1. Torneremo a viaggiare presto, sono fiduciosa!
      La mia storia é solo all’inizio vedrai ora come diventerà interessante , sei mesi passati sull’ isola mi hanno dato modo di conoscere e anche odiarne certi aspetti.
      Intanto grazie di avermi letto!!
      Chiara

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      1. Grazie a te per aver scritto! Anche a me piacerebbe fare un’esperienza all’estero, un po’ lontano da casa per conoscere altri luoghi ed altre culture però, forse, lo farei in altri luoghi tipo la Scozia o l’Irlanda nonostante Cuba abbia un fascino incredibile.

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