Il mio lockdown lontana da casa.pt.11

EL BAILE DEL ALMA

“La danza è il linguaggio nascosto dell’anima”

Martha Graham
Scuola di ballo a La Havana

BUM-BUM-CHA-CHA

Della prima volta che mi sono trovata a ballare in coppia, non ne ho granchè ricordo.

Sicuramente c’era il pavimento con piastrelle in cotto quadrato, un’aria fresca e allegra e due braccia calde che mi accoglievano in un abbraccio. Iniziò presto mamma a farmi appassionare ai ritmi latini, come dicevo non ho un ricordo ben specifico, porto con me l’essenza di quel momento scolpita dentro da sempre.

Il sabato era sempre il giorno giusto per iniziare a ballare, l’orologio segnava sempre un orario indecente e mamma aveva già aperto tutte le finestre di casa per far cambiare aria, dare una ventata nuova, fresca, e iniziare inesorabilmente le successive ore di pulizie casalinghe, le quali non procedevano senza la musica di sottofondo che scandivano il ritmo della giornata.

Con una scopa da un lato e un’abbraccio dall’altra, sentivo il mio corpo ondeggiare su note allegre e vivaci, era molto brava a reggermi saldamente e mantenere il ritmo di ogni canzone, mi sembrava di volare quando improvvisamente con un BUM-BUM-CHA-CHA, mamma faceva un piroetta e mi sorrideva con gusto.

La mia passione per il ballo e la musica latina, penso sia nata dentro di me in tenera età proprio grazie a quella spontaneità di movimenti, quei dischi ripetitivi di musica tradizionale, regalati dallo zio che lavorava vicino alla casa discografica a Milano, imparati a memoria e a quell’innato senso del ritmo che ha accompagnato quella bambina in tutte le recite scolastiche, in tutte le esibizioni fino a quando è entrata in contatto con il mondo del ballo e ha scoperto che forse era già tutto dentro di lei, nelle sue vene già scorreva un poco de SABOR LATINO!

ROMPERE LA ROUTINE

Il tempo di quarantena a La Havana stava terminando, i casi erano scesi drasticamente arrivando a zero per diversi giorni, nella calda capitale, ma nessuna traccia di voli di ritorno.

Le chiamate alla compagnia aerea e all’areoporto diventavano sempre più frequenti, dopo la cancellazione del primo volo di giugno, lunghe file di attesa a cercare il cibo, interruzioni varie di luce e acqua in casa di zia, ricette culinarie varie inventate con il nulla, arrivò una notizia che spezzò completamente la mia routine.

Tranquilli, non si trattava di ritornare a casa, quello era posticipato ancora di un mese, ma fù la visita di una cugina speciale che, con solarità e gentilezza mi invitò a trascorrere alcuni giorni in casa sua, in un’altra parte dell’Havana.

Cambiare aria e cambiare abitudini è stato incredibile, sicuramente stavo cambiando le mie condizioni di vita in meglio, trasferendomi in una casa più grande , con qualche possibilità in più, stavo ampliando le mie conoscenze, ma il ricordo più grande che ho di quella nuova routine è stato il corso di salsa a La Havana, uno dei sogni nel cassetto che avevo sin dalla prima volta che avevo messo piede nell’isola, imparare a ballare come una vera cubana direttamente nella sua terra di nascita!

Nei miei anni a Milano ne avevo provati di piccoli corsi e lezioncine, ma diciamo, come una ribelle, non ascoltavo mai ciò che precisamente l’insegnante chiedeva, andavo a ritmo, ma al mio, chidevo gli occhi, mi lasciavo trasportare dai testi e dal mio compagno di ballo, senza badare più a nulla di ciò che mi stava attorno, ero sempre assorta nella musica, rischiando a volte di pestare i piedi a qualcuno o sembrare goffa e o esagerata.

Ciò che vi racconterò ora, ha avuto dell’incredibile per me, stavo coronando uno dei miei sogni, anche se non sapevo fino a che punto esso si fosse spinto.

Artigianato cubano
Progetto “EL BAILE DEL ALMA”

Giovani ballerini

A BAILAR MUCHACHA!

Il ballo è sempre stato qualcosa di estremamente profondo per me, una connessione spirituale e intensa con ciascuno di noi. Ai tempi dell’Accademia d’arte, avevo scelto di portare come progetto finale di tesi un argomento alquanto personale che si identificava proprio nell’intensità del ballo e il rapporto di esso con l’anima, in questo caso la mia, danzante.

“El baile del alma” si chiamava il progetto, una serie di autoscatti artistici che valorizzavano i movimenti, i colori e i simbolismi della religione Santera cubana, interpretando con una serie di autoscatti, l’essenza della danza sacra e in particolare due sante della religione. Ma il punto focale e importante era che per la prima volta stavo analizzando il ballo, il movimento e anche come il mio corpo rispondeva a esso, stavo studiando le mie mosse per scoprire più cose sul passato.

Non a caso ero arrivata a Cuba, spinta dal desiderio di conoscere, apprendere più cose, senza pensare veramente che questo viaggio si sarebbe potuto trasformare in una vera e propria ricerca del ESSERE, ricerca esistenziale profonda, che avrebbe cambiato nettamente la mia anima e la mia quotidinità.

Ricordo chiaramente quel giorno, quando fortunatamente dopo una bella dormita, mia cugina mi avvisava che avremmo iniziato un corso di salsa, che era prettamente per adolescenti e giovani che volevano approcciarsi al ballo e che avrebbe mandato i suoi figli adolescenti e anche me, se mi avesse fatto piacere. Non stavo più nella pelle, colsi l’occasione al volo, le lezioni erano seguite da un’istruttore e altri piccoli ballerini che facevano le veci degli assistenti.

L’inizio è stato lento e timido, non sapevo come poter essere accettata dal gruppo, erano principalmente giovani dell’età compresa fra i 14 e i 18 anni, che già si conoscevano e alcuni ballavano da tempo, e poi che ve lo dico a fare: erano CUBANI, avevano sempre quella marcia in più, pur essendo giovani.

Io venticinquenne, fuori forma dopo scorpacciate di fish and chips a Londra e ormai più di due mesi di quarantena a riso e fagioli, ma soprattutto praticando poco sport, volevo essere ben accettata dal gruppo e mi sarei super impegnata per farlo!

Dovevo sciogliermi e fare quella cosa con estrema naturaleza, questo continuavo a ripetermi nella testa come una stupida, ero in preda al sudore e all’emozione di incominciare.

GIRA E RIGIRA

La musica iniziò a partire da una piccola cassa bluetooth che amplificava le canzoni del cellulare di una ragazza, la location del corso di danza era alquanto bizzarra, ci trovavamo sopra il tetto di una casa di periferia, sgombero e con una piccola tettoia in lamiera che riparava dal sole verticale che colpiva alle due di pomeriggio La Havana.

Iniziammo dai primi passi base della salsa, e devo dire che non me la stavo cavando per niente male, d’altronde avevo già un minimo di competenze di ballo, ma tutto quello che volevo era poter affinare e ballarlo direttamente lì.

I ragazzi e le ragazze si dimostrarono socievolissimi, non mi stavo stupendo della cosa, il calore cubano veniva trasmesso già da giovanissimi, e all’inizio del corso nessuno mi aveva presentato come la turista dall’Italia bloccata per il lockdown, che era quello che mi sentivo nei giorni più grigi dl mio soggiorno, ma semplicemente come la cugina di tizio e caio, familiarizzare e fare amicizia con tutti divenne un gioco da ragazzi, a nessuno venne minimamente in mente di chiedere perchè e come ero finita lì, mi sentivo accetattata e parte del gruppo, un gruppo di adolescenti cubani che mi avevano scambito per coetanea e per cubana, che bellezza!!

Provando e riprovando, mi sentivo estremamente a mio agio con tutti i passi proposti e al momento di applicarsi con la musica, la mia anima latina era come se si fosse sprigionata tutta di colpo, ero nel posto in cui volevo stare, quando giravo chiudevo gli occhi, e sentivo in parte quell’abbraccio di mamma, che da bambina mi stringeva e mi aveva fatto scoprire quanto era bello lasciarsi andare con la musica.

Terminate tutte le prove dei passi singolarmente, iniziava la parte vera e propria del ballo in coppia, e addochiatami già da tempo, il maestro, ballerino di un gruppo di ballo che volonatriamente insegnava i ragazzini del barrio, mi chiamò davanti a tutti. Non ci crederete ma ero orgogliosa e a tratti in ansia, mi voleva far ballare con uno dei più bravi e osservarmi, avevo gli occhi puntati e i riflettori su di me, era il momneto di dare il massimo, certo ok, era solo una lezione di ragazzini di quartiere, ma per me, che lo aspettavo da sempre un’occasione così, era la prova della vita da superare, fare bella figura rappresentandomi come ballerina e amante di questa musica.

Gira e rigira, bacino da un lato e dall’altro, testa alta, sorriso felice e scioltezza naturale, mi sentivo di volare, non era stato mai tanto bello e libertaorio, era terminato in un lampo, il divertimento e la gioia erano alle stelle. Era stato come un flash, rapido e irreale; non appena terminato l’ultimo passo, la musica si interruppe, non passarono molti minuti da che il maestro iniziò a farmi numerose domande, su chi fossi, da dove venivo e quanto mi sarei soffermata a Cuba.

Davanti a tanti piccoli spettatori stavo parlando in spagnolo, stavo parlando di me, e stavo ricevendo complimenti spassionati da un vero ballerino a La Havana, insomma stavo volando!

E a quel punto quelle parole:

“Beh peccato che vai via, se fossi rimasta potevi inziare a ballare con la mia compagnia”.

Il silenzio e un briciolo di imbarazzo, lusingata ringraziai e tornai a casa con quel sorriso ebete stampato sul viso, era tutto totalmente irreale. Quello che avevo scritto anni prima in una tesi, non era solo carta straccia che alcuni professori avevano snobbato, ora era reale, era la mia esperienza, sulla mia pelle, avevo descritto tutto ancor prima di viverlo, solo ora ne avevo avuto la conferma.

Quell’esperienza aveva segnato ancora una volta il mio lockdown lontana da casa, aveva inciso a chiare lettere un messagio importante sul mio cuore:

Sii sempre consapevole della purezza della tua anima danzante!

I tetti

Dettaglio

BAILA SIEMRE MUCHACHA

Chicos anche oggi la mia avventura si conclude qui, voleva essere un piccolo omaggio alla danza, una delle cose che più adoro, raccontarvi questa esperienza mi emoziona sempre un pò, d’altronde questo viaggio è stato costellato da grandi difficoltà, ma altrettanto da grandi vittorie, soprattutto personali, ci tenevo a raccontarvelo, chiunque può ballare, l’unico modo è farlo sempre con il cuore e regalare emozioni che arrivano dall’anima… alla prossima!

Canzone per iniziare con la salsa, super consigliata
Havana de Primera- La Bailarina

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